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L’identità del profumo incontra luce, materia e racconto.
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Verificato il 30 settembre 2026
Pitti Immagine ha presentato la ventiquattresima edizione di Fragranze alla Stazione Leopolda di Firenze, dall’11 al 13 settembre 2026, intorno al tema Cura. Questo contesto dà alla pagina un campo preciso: il rapporto fra un oggetto visibile e un’esperienza che lo schermo non può trasmettere direttamente. Notlith non partecipa alla manifestazione in virtù di questa citazione e non rappresenta i suoi espositori.
Per un marchio di profumeria proponiamo di lavorare sulla distanza fra vedere e immaginare. Il flacone deve essere riconoscibile; il mondo che lo circonda può evocare una sensazione, purché non diventi una promessa di effetto, durata o composizione. Un film non fa sentire il profumo. Può però dare coerenza a una prima impressione e invitare lo spettatore a scoprire la fragranza attraverso il canale scelto dal marchio.
La raccolta delle immagini deve rendere leggibili etichetta, tappo, trasparenza e proporzioni. Se esistono confezioni diverse, occorre distinguere quelle attuali dalle edizioni precedenti. Una scritta dorata può scomparire nel riflesso; un vetro colorato può sembrare riempito con un liquido differente. Sono dettagli piccoli che, ripetuti lungo il montaggio, cambiano l’identità del prodotto.
Concordiamo dunque ciò che deve rimanere invariato e ciò che appartiene alla scenografia. La superficie d’appoggio, il contrasto e l’ampiezza dello spazio possono sostenere il racconto. Il nome della fragranza, la forma del contenitore e gli elementi di confezionamento devono invece corrispondere alle fotografie approvate. Se vuoi mostrare anche una confezione regalo, servono immagini della confezione reale: non la ricaviamo liberamente dal colore del flacone.
Un fiore, un tessuto o un ambiente possono suggerire un’associazione visiva. Non provano che una materia sia contenuta nel profumo o provenga da un territorio. Nel brief distinguiamo le note descritte dal marchio dagli ingredienti di cui si vuole dichiarare la presenza. Evitiamo che una scelta di scena trasformi una metafora in un’informazione di composizione.
Lo stesso vale per l’eredità fiorentina. Non bastano una pietra antica o una stanza d’epoca per raccontare una tradizione secolare. Se il progetto possiede un archivio, una data o una storia verificabile, possiamo costruire il racconto intorno a quei riferimenti. In caso contrario preferiamo un linguaggio contemporaneo e una proposta originale, senza attribuire al marchio un passato che non ha dichiarato.
La prima direzione è un ritratto del flacone: luce laterale, dettaglio leggibile e ritorno all’insieme, con un ritmo che lasci respirare la forma. La seconda lega il prodotto a un gesto d’uso, da definire con attenzione alle immagini e alle persone autorizzate. La terza prepara una presentazione per una selezione di profumeria, con il nome della fragranza e un finale essenziale che possa accompagnare una scheda di approfondimento.
Queste sono ipotesi narrative, non campagne svolte per aziende di Firenze. La dimostrazione Parfum del nostro pack serve come riferimento di tono e composizione. Il marchio dell’esempio è inventato; non si tratta di una fragranza presentata alla Leopolda né di una collaborazione con Pitti Immagine. Valutiamo ciò che del linguaggio è pertinente per il tuo prodotto, senza riprodurre automaticamente personaggi o ambienti.
Indica quali fotografie sono definitive, quale pubblico deve vedere il film e quale azione dovrebbe seguire. Un contenuto destinato a una profumeria può richiedere una lettura diversa da un annuncio che introduce un marchio sconosciuto. Anche il suono va pensato per l’uso: una scena deve conservare una logica quando viene guardata in silenzio, mentre musica e voce possono precisarne il carattere dove l’ascolto è previsto.
La lavorazione avviene da remoto, con scrittura e montaggio sulle immagini concordate. Non realizziamo riprese di un incontro a Fragranze e non proponiamo interviste in presenza. Se l’obiettivo è documentare un profumiere che racconta la propria formula, occorre una registrazione reale. Per il film ibrido condividiamo invece una sequenza da controllare: prodotto, parole, atmosfera e invito finale devono descrivere la stessa intenzione.
Sì, come presentazione del tuo prodotto. L’eventuale partecipazione alla manifestazione deve essere confermata da te; non promettiamo accesso alla Leopolda, riprese dello stand o un rapporto con l’organizzatore.
Possiamo proporre una metafora visiva, distinguendola dalle informazioni sulla formula. Le immagini non devono aggiungere ingredienti o indicazioni di provenienza non dichiarati.
Servono riferimenti nitidi della versione finale e un controllo dedicato di scritte, proporzioni e riflessi. Un dettaglio difficilmente leggibile si corregge senza inventare una nuova etichetta.